Clicca per ingrandire
SUMMERTIME BLUE
a cura di Marco Zanutto
Musica e letture, giovedì 16 ottobre 08, ore 20 a Casa Trulot
“Summertime blue” raccontato dall’autore: 23 agosto 2006, sera inoltrata. Siedo a un tavolino del Klub Rura di Wrocław, ad una cinquantina di interminabili chilometri da Świdnica, la cittadina in cui mi trovo a vivere da qualche mese. Di fronte a me un paio di amici polacchi che hanno deciso che per il mio trentacinquesimo compleanno avrei dovuto necessariamente ingerire un congruo quantitativo di birra. Sul palco del locale il Tadeusz Nestorowicz Sekstet... (...) Il giorno dopo io e il mio cerchio alla testa ci troviamo distesi su una panchina nel rynek, la piazza del mercato, a rubare una carezza di sole all’estate dell’est. A mezzogiorno in punto dalla torre del municipio una tromba gonfia l’aria di una melodia malinconica, verso i quattro punti cardinali. Passano pochi minuti e dal portone del municipio vedo uscire proprio Tadeusz, che ... (...) A casa sua, dopo un aperitivo a base di una specie di salsiccia ricavata da non so quale povero animale, mi siedo al pianoforte e gli accenno “Interno notte”. Mentre suono lui inizia a ricamare delle armoniche con la tromba. Quella sera siamo già da Wojtek a bere birra e suonare, mentre dalle pareti sottili dell’architettura socialista trasudano le voci e i rumori di altre stanze, di altre vite. “Summertime blue” è nato così, ...
“Summertime blue” è il disco d’esordio di ALESSANDRO HELLMANN, scrittore, autore teatrale e musicista di culto, apprezzato dalla critica per l’intensità dei suoi testi, che gli è valsa innumerevoli riconoscimenti ( il Premio Fabrizio De André, il Premio Guido Gozzano del Biella Festival, il Premio Augusto Daolio al miglior autore ...) - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
In linea con la stravaganza che lo contraddistingue, Hellmann si è chiuso per una giornata intera con una band composta da sei jazzisti in una casa sperduta nella campagna polacca, registrando in analogico e rigorosamente in presa diretta, senza sovraincisioni, una manciata di brani deliziosi tra canzone d’autore, swing, rock e blues, in un impasto di suoni vintage al servizio di liriche poetiche e struggenti e di una voce tanto ineducata quanto toccante.
www.alessandrohellmann.comClicca per ingrandire
A. Come Arianna.
di Francesca Sangalli
prova aperta, Casa Trulot, domenica 29 giugno 2008, ore 21 Casa Trulot loc.Assunta 26 15078 Rocca Grimalda tel 0143 83 19 39 / 347 1465632 per trovarci: pagina contatti LO SPETTACOLO: A. Come Arianna. Testo di Francesca Sangalli Attore Marco Zanutto Regia di Andrea Lanza info: www.acomearianna.tk
Nel frattempo le vongole nella pentola si erano suicidate facendosi un cappio
con gli spaghetti! Cristo Santo, se era in grado di rapirmi quella
donna?muoveva le labbra col labbro di sotto che si allargava un po? a sinistra,
carnoso, roseo, da mordere, da soffocare con la mia bocca, le mie guance ruvide
di barba che t?arrossavano il viso, Arianna. Non eri tutta dritta e non lo erano
neanche i tuoi parcheggi. E? per quello che t?ho amata?
le bellissime figure d'ombra create da Merceria Barbagli, che si muovono
sospese a mezz'altezza sul palco, contribuiscono a rendere lo spettacolo
leggero, indifeso e fragile. E sotto e tutt'intorno a queste ombre, ugualmente
leggero, indifeso e fragile il soliloquio del protagonista. Popolato di
personaggi e fatti reali e immaginari, il monologo si svolge nevroticamente
nell'attesa di una telefonata che avrà, forse, il potere di richiamare il
protagonista alla realtà o di perderlo per sempre nel mondo immaginario che
ha creato per sé.
Perfettamente a proprio agio nei panni del protagonista, Marco Zanutto è
divertente e, a tratti, davvero irresistibile. E il talento di Zanutto è decisivo
anche nell'armonizzare con misura i temi della solitudine e della paura,
tracciati con leggerezza e ironia dalla Sangalli nel suo monologo, con la poetica
stralunata e onirica della messinscena di andrealanza.
Tra assistenti sociali in tailleur, pappagalli e baristi indiani, tra solitudini e
supermercati, paure e calzette di ciniglia, si dipana con semplicità la trama
sino alla fine, attesa e malinconica, annunciata dal suono del telefono. Il
risultato è uno spettacolo delicato e molto divertente, in cui scrittura,
messinscena e recitazione ben si rapportano tra loro creando per un ora o poco
più un mondo trasognato ma? riconoscibile, che il pubblico, crediamo, potrà
piacevolmente apprezzare.
www.acomearianna.tkClicca per ingrandire
Michela Pastorino Leone presenta BLUS
personale di Balthasar Brennenstuhl
28 giugno - 22 luglio 2008
MICHI PASTO ARTE Via Cairoli 42, I-15076 Ovada, AL tel. +39 0143 835011 e-mail michipasto@alice.it Orario Galleria martedì, giovedì e venerdi 16.00 - 19.30 mercoledì e sabato 10.30 - 12.30 16.00 - 19.30 venerdì sera negozi aperti domenica e lunedì su appuntamento Balthasar Brennenstuhl L’ho conosciuto nel 2000 a Cassinasco, in una splendida casa colonica pressoché introvabile salvo precise indicazioni e forte curiosità. Mi avevano regalato una sua opera e avevo il desiderio di conoscerne l’artefice… “E’ svizzero ed è arrivato qui non si sa bene come” mi era stato detto. Pensai che gli extracomunitari possono arrivare anche da Zurigo. Mi venne incontro e mi salutò cordialmente: occhi azzurrissimi, ciabatte, hot pants (era estate) ed un fisico da free climber. Quel giorno acquistai una delle sue prime opere: un tronco scavato e appoggiato su un telaio metallico oscillante. La chiamai “la culla” anche perché mi aveva confidato che l’albero da cui era nata la scultura era un ciliegio che stava nel giardino della sua casa, a Zurigo, appunto. Lui non l’aveva battezzata, così lo feci io. La Culla è nel mio studio di Genova, con Cip Cip e la Bilancia. Bal (così lo chiamo, come tutti i suoi amici) da quel giorno è entrato nella mia casa e nella mia vita. Ora anche nella Galleria di mia figlia Michi. Da due anni vive a Rocca Grimalda, in una casa situata in mezzo al verde. C’è odore di pane, tabacco e infanzia. C’è sempre gente, a volte tanta. Nel Trulot (così si chiama il suo “teatrino”), si suona, si recita, si mangia, si beve. So alcuni nomi delle persone che lo frequentano, ma non conosco nessuno e a volte ho l’impressione che nessuno si conosca: forse la rappresentazione sta al di qua del palcoscenico e l’artista di turno è in realtà lo spettatore… Anche questo è parte del mondo di Bal. Tanta gente, guardando le sue opere nel mio studio, mi ha chiesto “ ma cha arte è?”. Le donne, soprattutto, ne restano affascinate e vorrebbero dire ai loro famigliari che nello studio del loro Doc c’è un artista….. In genere rispondo loro che è Balthasar Brennenstuhl (e già questo colpisce!), un artista svizzero che riesce a rendere vivo e prezioso ciò che per noi sarebbe solo spazzatura. Per fortuna non ho in cura nessun membro della famiglia Bassolino… Potrei dire che si ispira al Costruttivismo, che ha introiettato Max Bill, Calder e Tinguely, che ha respirato l’Arte Povera e che ha guardato dentro i vuoti di Melotti. Potrei aggiungere che ha studiato in Svizzera, in Germania, in Francia ed in America, che voleva laurearsi in Medicina ma ha preferito la Filosofia, che suona il pianoforte come un angelo, che conosce i classici russi meglio di Putin.. Invece preferisco affermare che l’arte di Balthasar è la sintesi perfetta del tentativo faticoso e delicatissimo che egli compie ogni giorno per tenere insieme le sue enormi contraddizioni: l’ordine ed il caos, l’adulto ed il bambino, la vita e la morte, l’amore e la rabbia, la civiltà ed il mondo arcaico, la natura e la tecnologia. Non si integrano mai, semplicemente si compongono in particolarissime strutture labili e precarie che potrebbero frantumarsi solo a guardarle. Coartazione e fuga, definizione e dilatazione infinita: un Patek Philippe al polso di un neonato. Questo è, a mio parere, il processo che rende l’arte di Bal così piacevole ed effimera al tempo stesso, così precisa e sfuggente, così essenziale e pervasiva, così elegante e proletaria. La sua Personale qui ad Ovada, nella galleria di Michi, mi emoziona un po’. L’ha intitolata BLUS. Per me è una sintesi fonetica del suo nome, una sorta autoritratto concettuale. Per lui è il nome di un cane, un cane lupo, che un bambino di cinque anni aveva battezzato Blus, senza la e. Gianfelice Pastorino Leone
Clicca per ingrandire
LA SOTTILE LINEA NERA
Neofascismo e servizi segreti da Piazza Fontana a Piazza della Loggia
giovedì 19 giugno 2008 alle ore 20.30 a Casa Trulot
Il CENTRO PER LA PACE ER LA NONVIOLENZA "RACHEL CORRIE" vi invita a un incontro importante Lo storico MIMMO FRANZINELLI presenta il suo ultimo libro, LA SOTTILE LINEA NERA, Rizzoli Editore
Milano, 12 dicembre 1969: nella sede della Banca Nazionale dell'Agricoltura esplode una bomba che uccide 17 persone e ne ferisce 88. Brescia, 28 maggio 1974: otto morti e un centinaio di feriti è il bilancio dell'attentato a una manifestazione antifascista in piazza della Loggia. Sono le due stragi che segnano i punti culminanti della stagione dell'eversione nera, responsabile, tra il 1969 e il 1974, dell'85 per cento dei circa quattromila attentati politici che colpiscono l'Italia. In questo libro, lo storico Mimmo Franzinelli analizza le carte dimenticate, i documenti, le testimonianze e gli indizi trascurati di quegli eventi tragici, illuminando la complessa rete di complicità e strumentalizzazioni reciproche che coinvolge gruppi estremisti, criminali comuni, servizi segreti italiani e stranieri e ampie porzioni di apparati dello Stato.
La narrazione parte dalle inquietudini alla vigilia del Sessantotto e ricostruisce con forza sorprendente un intero panorama ideologico (tra mito del superuomo e della gerarchia, misticismo neopagano, suggestione dell'oriente e odio anticapitalista e antiborghese); risale all'eredità della Repubblica sociale e della Resistenza; giunge, attraverso un esame delle tormentate vicende giudiziarie, e in particolare dei processi per le stragi di Milano e di Brescia, a delineare ambiente politico e protagonisti del terrorismo nero: personaggi assolti e ormai non più imputabili a causa di una nefasta miscela di depistaggi, deviazioni ed errori giudiziari. Intrecciando con un taglio originale fonti d'epoca e carte processuali, memoriali e interviste, documenti inediti e fotografie celeberrime o mai viste, La sottile linea nera dà vita a un'importante ricostruzione storica di una delle pagine più drammatiche della nostra storia recente e ci immerge, con straordinario potere di suggestione e insieme lucida consapevolezza, in un'epoca torbida che abbiamo il dovere di non dimenticare.
segreteria@centropacecorrie.it Lo storico Mimmo Franzinelli
>> download pdf
Clicca per ingrandire
la tenda rossa
o della Nobile impresa
Casa Trulot, giovedì 29 maggio ore 21
Giovedì 29 maggio alle ore 21 la Casa Trulot ospiterà Narramondo. Prova aperta di "La tenda rossa", uno studio di e con Luigi Albert sulla prima spedizione scientifica al Polo Nord di Umberto Nobile e del Dirigibile Italia. regia di Eva Cambiale e Raffaella Tagliabue Narramondo Produzioni Teatrali. Info: www.narramondo.it Organizzazione: Lisa Raffaghello 333 6132594
«L'attrazione delle regioni polari, per chi vi è stato una volta, è irresistibile.
Quel senso di assoluta libertà dello spirito, quell'allontanamento da ogni cura di cose materiali che non siano quelle indispensabili all'esistenza.
Quel perdere valore di idee, principi, sentimenti che sembrano essenziali e importanti nel mondo civile.
[...]
Quella solitudine immensa dove ognuno si sente re di se stesso: tutto questo, una volta provato, non si
dimentica più ed esercita un fascino al quale non è possibile resistere.»
Umberto Nobile
www.narramondo.itClicca per ingrandire
Diario di un pazzo (Nikolàj Gogol)
uno spettacolo di Andrea Lanza con Ture Magro
Spazio Trulot, sabato 19 aprile 2008, ore 21
L'anteprima di 40 min. circa sarà seguita da una presentazione (proiezioni video) dello spettacolo che debutterà l'11 maggio a Novi Ligure, Si concluderà inoltre la mostra "SEPARE" di FRANCESCA BRUGNA, La serata ad offerta libera vi darà l'occasione di incontrare il regista e l'attore intorno ai piatti e bicchieri della consueta cenetta.
Attraverso i pensieri e le azioni di un uomo solo, Aksentij Ivanov Popriscin, che scrive un diario di fatti e date impossibili, lo spettacolo traccia un percorso in cui le comiche nevrosi di un piccolo funzionario statale, che si snodano sulla scena, rivelano in un crudele finale il dramma della solitudine e della follia.
www.andrealanza.tkClicca per ingrandire
Uno spazio culturale in mezzo alle colline
cinemusicarteatrequantaltro
E' stato ultimato nella struttura di un vecchio fienile uno spazio polifunzionale di 60 metri quadrati di una capienza massima di 50 persone.
La sala è dotata di un angolo che fa da palco con fondale nero, di un meraviglioso pianoforte mezza coda del fine ottocento, di impianti di proiezione e di registrazione e di pareti espositive.
Vì si è già svolta in una bellissima atmosfera un seminario del Centro Pace Ovadese Rachel Corrie (vedi la pagina attività) e prevediamo altre iniziative di arti figurative, teatro, musica, cinema ....